Monsignor George Lemaitre

Lemaitre studio’ dai gesuiti, ma non era gesuita. Sono gesuiti gli astronomi della specola Vaticana e sono stati gesuiti molti degli scienziati-clerici nella storia della Scienza; ma Lemaitre, pur avendo una connessione con i gesuiti, non entro’ nella Compagnia del Gesu’.

Qualunque modello cosmologico si rivelerà scientificamente corretto, Big Bang od altro, le argomentazioni di Aristotele e Tommaso D’Aquino sulla “Prima Causa” rimarranno applicabili.

Credo che Lemaitre sia una figura ingiustamente trascurata e da cui si dovrebbe imparare molto. Papa Pio XII inizialmente disse che il modello di Lemaitre, l’esplosione dell’Atomo Primordiale (come si chiamava il Big Bang allora), era una “prova scientifica” della Genesi. Lemaitre chiese a Pio XII di non seguire questo approccio – il Big Bang era una teoria scientifica, non metafisica, e poteva anche rivelarsi sbagliata. Pio XII, che era una persona intelligente, ascolto’ Lemaitre e non parlo’ piu’ di Big Bang come la Genesi. Vorrei che si facesse attenzione e non si ripetesse lo stesso errore.

Big Bang a parte, Lemaitre fece una quantita’ di ricerche interessanti ed e’ un peccato che se ne sappia cosi’ poco.

L’ASTRONOMO padre Josè Gabriel Funes, gesuita, è il nuovo direttore della specola vaticana, l’osservatorio astronomico del Papa.

21/08/2006 24:00

L’ASTRONOMO padre Josè Gabriel Funes, gesuita, è il nuovo direttore della specola vaticana, l’osservatorio astronomico del Papa.

Padre Funes, 43 anni, nato a Cordoba in Argentina, era già membro dell’istituzione scientifica vaticana. Tra le altre nomine decise dal Pontefice, quelle del cardinale Agostino Vallini, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, e di mons. Giovanni Paolo Benotto, vescovo di Tivoli, come nuovi membri della Congregazione per le Cause dei Santi. Il Papa ha inoltre nominato il cardinale arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, suo Inviato Speciale alla celebrazione dell’Asian Mission Congress, che avrà luogo a Chang Mai, in Thailandia, dal 19 al 22 ottobre prossimi. L’origine della Specola si può far risalire all’epoca in cui Gregorio XIII, nel contesto della preparazione della riforma del calendario, fece erigere in Vaticano nel 1578 la Torre dei Venti; in essa si fecero osservazioni meteorologiche e, dal 1800 al 1821, anche astronomiche, finchè, dopo una lunga parentesi di inattività, Leone XIII, col Motu Proprio “Ut mysticam” del 1891, vi rifondò la nuova Sopecola Vaticana. Nel 1910 san Pio X dette alla Specola più ampi spazi, assegnandole un villino nei giardini vaticani mentre nel 1934 Pio XI la rinnovò totalmente, trasferendola a Castel Gandolfo e affidandone la gestione alla Compagnia di Gesù. A partire dai primi anni ’80, a causa dell’eccessiva luminosità del cielo a Castel Gandolfo, la Specola ha aperto una sede dipendente a Tucson, in Arizona, con proprio osservatorio dal 1993, dove gli astronomi trascorrono buona parte dell’anno per le osservazioni e le ricerche, mentre Castel Gandolfo resta la sede della direzione, della biblioteca, dei calcolatori e del museo; qui scienziati della Specola e scienziati ospiti svolgono ricerche sui dati osservati, studi teorici e storici e, nei mesi estivi, si organizzano convegni di studio e scuole di astronomia.

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