Le Scienze n.556

03 dicembre 2014

Le Scienze n.556

In edicola il 3 dicembre
L’editoriale: Elogio della diversità di Marco Cattaneo

Anteprima

Lavori in corso

Intervista
La lezione dello tsunami
di Jacopo Pasotti

Made in Italy
Gli innovatori della radioterapia
di Letizia Gabaglio

Scienza e filosofia
Domatori di noi stessi
di Telmo Pievani

Appunti di laboratorio
L’utilità delle scappatelle
di Edoardo Boncinelli

Il matematico impertinente
Scomposizioni indiziarie
di Piergiorgio Odifreddi

La finestra di Keplero
Alla ricerca di mondi lontani
di Amedeo Balbi

Homo sapiens
Racconti del DNA antico
di Giorgio Manzi

Lo stato della scienza mondiale 2014


L’equazione dell’inclusione

di Fred Guterl
Scienza e tecnologia  sono le principali forze motrici della prosperità sociale. Ma chi riesce ad arrivare al posto di guida?

Come funziona la diversità
di Katherine W. Phillips
Avere intorno persone diverse da noi ci rende più creativi e diligenti, e ci spinge a impegnarci più a fondo nel lavoro

Alla ricerca delle idee migliori
di Stephanie C. Hill
Come ho imparato il valore della diversità

Il divario fra i sessi
Donne, uomini e dottorati di ricerca nel mondo

Aprire le porte a tutti
di Victoria Plaut
Non ci sono ricette per introdurre la diversità nei luoghi di lavoro e di studio, ma nuove ricerche su come agisce la diversità suggeriscono strategie che funzionano almeno in qualche misura

Cosmologia
Il buco nero al principio del tempo
di Niayesh Afshordi, Robert B. Mann e Razieh Pourhasan
Il big bang e tutto quello che ne è derivato sono un miraggio olografico da un’altra dimensione?

Medicina
Biotecnologie contro Ebola
di Mauro Giacca
In passato le epidemie della malattia che spaventa il mondo sono state contenute con semplici procedure di sanità pubblica, ma oggi possiamo contare anche sul meglio delle biotecnologie mediche

Salute
Dalle guerre alle malattie
di Giovanni Sabato
Nata vent’anni fa, oggi Emergency porta la sanità d’eccellenza nelle zone più povere del mondo, oltre a occuparsi di vittime di guerra. Perché la salute è un diritto, non un bene commerciale, dice il fondatore Gino Strada

Ambiente
Ghiaccio insidioso
di Lisa Margonelli
Gli idrati di metano potrebbero risolvere i problemi energetici del mondo, o soffiare sul fuoco del riscaldamento globale

Storia della scienza
Il signore degli anelli
di Giorgio Sestili
Le gigantesche macchine circolari in cui oggi si scontrano materia e antimateria sono figlie di un prototipo realizzato oltre cinquant’anni fa da Bruno Touschek nei laboratori dell’INFN

Fisiologia
Mens sana in corpore sano
di Mario Molinaro
Non è solo un modo di dire, visto che studi recenti hanno dimostrato che l’esercizio muscolare ha effetti benefici su tutto l’organismo, anche sul tessuto cerebrale

Coordinate
Saremo sempre di più
di Mark Fischetti

Rudi matematici
(più o) Meno Tasse per Tutti
di Rodolfo Clerico, Piero Fabbri e Francesca Ortenzio

Libri & tempo libero

Povera scienza
La bufala del Kenya
di Paolo Attivissimo

Pentole & provette
La crema più semplice
di Dario Bressanini

Una coscienza

03 dicembre 2014

Una coscienza

A richiesta con “Le Scienze” di dicembre di Christof Koch

Raccontare la mente con il cuore è possibile, soprattutto se lo studio della coscienza è una parte importante delle propria vita, così importante da lasciare tracce profonde in ogni angolo dell’esistenza. Ne sa qualcosa Christof Koch, scienziato statunitense da lungo tempo impegnato nella soluzione di uno dei fenomeni più misteriosi della natura, l’emergere della coscienza dalla materia inanimata, per usare un passaggio a effetto. Se poi invece si citano le parole di Koch, il tutto si traduce nella domanda: come può un’entità fisica, vale a dire quell’ammasso di neuroni che è il cervello, generare un’entità non fisica, vale a dire gli stati soggettivi, per esempio come un mal di denti?

La risposta ancora non c’è e il dibattito tra gli addetti ai lavori assume spesso toni accesi. Anche perché ci sono scienziati che, come Koch, hanno iniziato a inquadrare i risultati sperimentali in cornici teoriche. Quindi hanno le idee piuttosto chiare, pur non definitive. Lo racconta lo stesso Koch in Una coscienza, libro allegato a richiesta con “Le Scienze” di dicembre, in quello che è un saggio sulle conoscenze scientifiche in questo ambito di ricerca e un’autobiografia intellettuale, e non potrebbe essere altrimenti.

L’autore fa parte di quel gruppo di pionieri che hanno strappato lo studio della coscienza dalle mani dei filosofi per portarlo nei laboratori. Erano gli inizi degli anni novanta quando Koch e il premio Nobel Francis Crick iniziavano a pubblicare studi che indagavano sulle basi fisiche della coscienza, andando anche contro una visione diffusa tra i neuroscienziati, secondo cui la coscienza non era adatta per un’indagine scientifica, meglio lasciarla a chi si occupava di filosofia.

Il sodalizio umano e professionale tra i due sarebbe durato fino agli ultimi istanti di vita di Crick, nel 2004, uno degli eventi più duri vissuti da Koch, come lui stesso confessa. Poco tempo prima i due figli di Koch avevano lasciato la casa paterna per andare all’università, gettando lo scienziato nella sconforto più totale. La morte del mentore e la sindrome del nido vuoto hanno abbattuto Koch al punto che, come racconta, “mi estraniai sempre più da mia moglie e feci le valigie. A parole sembra facile, ma queste poche righe includono una tristezza, un tormento, un dolore e una rabbia su un periodo protrattosi nel tempo, impossibili da tradurre su carta”.

Ebbene sì, anche gli scienziati piangono, e nel libro successi e insuccessi professionali vanno di pari passo con i momenti esaltanti e quelli atrocemente dolorosi dell’esistenza, come la perdita di una figlia appena nata. La stessa franchezza che fa da sfondo ai travagli personali la si ritrova nella parte più scientifica. Per Koch, la fenomenologia delle coscienza può essere descritta dalla teoria dell’informazione integrata, concepita dal neuroscienziato e psichiatra Giulio Tononi, secondo cui “la coscienza è una caratteristica fondamentale dell’universo piuttosto che l’emergenza da elementi più semplici”.

Questa posizione ha scatenato reazioni non solo in ambito scientifico. In effetti, tra i travagli di Koch c’è anche quello religioso, visto che lo scienziato è cresciuto in ambienti cattolici, poi c’è la questione del libero arbitrio, su cui ammette: “Ciò che ho acquisito dalle mie letture è che sono meno libero di quanto io abbia la sensazione di essere”. Dopo trent’anni, nel 2013 Koch ha lasciato il Caltech per l’Allen Institute for Brain Science di Seattle. Ma la passione è rimasta la stessa, per la scienza e per la vita.