Voi siete qui: la nuova mappa del cosmo

Un collage di 18.000 fotografie all’infrarosso realizzate da WISE e un po’ di trigonometria hanno permesso alla NASA di pubblicare una nuoVoi siete qui: la nuova mappa del cosmova mappa del cielo.

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Naviga nel cielo: clicca sulla foto e scopri gli angoli più remoti dello spazio intorno a noi (© NASA/JPL-Caltech/WISE Team)

Se immaginate il cielo e lo spazio che circondano il nostro pianeta come una sfera, la tagliate a metà lungo il suo equatore e la schiacciate su un piano, ottenete l’immagine ovale che vedete qui sopra.
Detta così sembra semplice, ma questa foto è la più grande immagine a 360° del cielo notturno mai realizzata: è stata ottenuta dagli astronomi della NASA montando tra loro 18.000 immagini scattate negli ultimi 2 anni dal telescopio spaziale WISE – Wide-field Infrared Survey Explorer.

Milioni di milioni di stelle
L’immagine mostra oltre 563 milioni di stelle, galassie, pianeti, satelliti, asteroidi e altri corpi celesti: è centrata sulla Via Lattea, la grande fascia bianca che attraversa in orizzontale il piano, e a due terzi dal centro c’è il Sistema Solare. Proiettando in 2D l’immagine tridimensionale del cielo, si ha una distorsione ottica che fa vedere una maggior densità di stelle (i punti blu-verdi) verso il centro della fotografia. Si tratta però soltanto di un’illusione, perchè la zona centrale dell’immagine mostra una porzione di cielo più grande rispetto ai bordi. (Scopri le meraviglie del Sistema Solare in questo multimedia)

Eppur si muove
Ingrandendo la foto, a ore 1, 2 e 7 si possono vedere dei minuscoli segni rossi: sono le scie lasciate dal movimento di Saturno, Marte e Giove, i pianeti più lenti della nostra galassia. Altre tracce lasciate da corpi celesti più veloci, come per esempio le comete, sono state rimosse per rendere più leggibile la fotografia.
Il telescopio spaziale WISE è stato lanciato nel cosmo nel dicembre del 2009. Dopo aver scansionato per due volte il cielo a 360° realizzando oltre 2,7 milioni di immagini e scoprendo 33.000 nuovi corpi celesti, è stato messo in uno stato di ibernazione in orbita polare attorno alla Terra, pronto a rientrare in servizio in caso di bisogno.

Guarda la superpanoramica del cielo realizzata da uno studente americano e la mappa a tutto cielo dell’Universo realizzata da Planck.

29 MARZO 2012 | FRANCO SEVERO

E-ELT: il telescopio più grande del mondo

Tra dieci anni un nuovo telescopio potrebbe dirci com’è fatto l’universo e se “da qualche parte là fuori” c’è vita. Nonostante il costo, è il migliore investimento scientifico che possiamo fare.

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Il rendering del nuovo telescopio E-ELT. Anche l’Italia parteciperà alla sua costruzione.

Per esplorare l’universo

Il più ambizioso progetto per l’osservazione dei cieli è l’E-ELT(European-Extremely large telescope), un nuovo telescopio da costruire sulle montagne del Cile, a 3.000 metri di quota: un gigante con uno specchio-mosaico composto da un migliaio di specchi per una superficie di quasi 40 metri di diametro.

Costerà circa dieci anni e un milardo di euro, soldi che saranno ripartiti tra alcuni dei Paesi membri dell’osservatorio australe europeo(Eso, European organisation for astronomical research in the southern hemisphere) tra i quali l’Italia, che ha formalizzato l’adesione al progetto.

Vale la pena impegnare tanto tempo e denaro per uno strumento di osservazione sulla Terra? Quali vantaggi avrà sui telescopi spaziali?

«L’enorme superficie riflettente permetterà di ottenere immagini 16 volte più nitide di quelle del telescopio spaziale Hubble», rispondeMario Di Martino, astronomo dell’Osservatorio astrofisico di Torino e autore per Focus.it del blog Una finestra sull’Universo. «Quanto ai costi, il James Webb space telescope, che stando ai programmi dovrebbe essere lanciato nel 2018 per sostituire Hubble, finora è costato quasi 9 miliardi di dollari.» Oltre alla costruzione bisogna considerare poi anche i costi di gestione, di gran lunga superiori per un telescopio spaziale che per uno a terra, e la vita utile di questi strumenti: i vent’anni dell’Hubble sono un record, il James Webb potrebbe fare altrettanto, ma il telescopio Hale, dell’osservatorio di Monte Palomar (California) è stato inaugurato nel 1948 ed ha ancora un ruolo importante nell’osservazione astronomica.

Ma l’osservazione da Terra non è compromessa dall’atmosfera?  «Non più», commenta Marco Bersanelli, professore di astronomia e astrofisica al dipartimento di fisica dell’Università degli Studi di Milano (http://cosmo.fisica.unimi.it/) e instrument scientist nella missione spaziale Planck dell’ESA per lo studio delle origini dell’Universo: «Oggi siamo in grado di intervenire in tempo reale su di un apposito componente per compensare quasi del tutto i disturbi dovuti all’atmosfera. Grazie all’ottica adattiva l’osservazione da terra è diventata competitiva rispetto a quella dallo spazio: non è come lavorare in assenza di atmosfera, ma ci si avvicina». La dimensione dello strumento fa poi la differenza: 2,6 metri per Hubble, 6 metri per il James Webb, 40 metri per l’E-Elt.

Il telescopio e il Colosseo: guarda altre magnifiche costruzioni a confronto con l’E-Elt.

«Impossibile costruire uno strumento del genere nello Spazio: non solo sarà il più grande telescopio del mondo, ma è anche il meglio che la tecnologia possa darci nei prossimi cinquant’anni, se non di più», aggiunge Giovanni Bignami, presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), autore di diversi libri di divulgazione, tra i quali I marziani siamo noi (Focus 236) e Cosa resta da scoprire(Mondadori 2011). «La tecnologia dell’E-Elt permetterà di indagare più a fondo di quanto possiamo oggi nella composizione dell’universo», del quale “conosciamo” appena il 4%. Tutto il resto ci limitiamo a definirlo “oscuro”, energia oscura, materia oscura, per dire che non ne sappiamo nulla.

«Il nuovo telescopio avrà però anche un altro scopo, altrettanto straordinario», prosegue Bignami: «Ci permetterà di analizzare lo spettro dell’atmosfera dei pianeti extra solari: sono un migliaio quelli scoperti finora, e l’E-Elt ci dirà se su qualcuno di questi c’è vita.»

E c’è infine un corollario che il presidente dell’Inaf aggiunge, sottolineando anche il ruolo dell’Istituto nella decisione dell’Italia di aderire a un «progetto importante per la scienza e per l’industria italiane, che in questo campo possono vantare eccellenze riconosciute in tutto il mondo».

Il telescopio e le piramidi: guarda altre magnifiche costruzioni a confronto con l’E-Elt.
14 GIUGNO 2012 | RAYMOND ZREICK

Buon compleanno, Very Large Telescope

Uno dei più ambiziosi osservatori astronomici di sempre compie 15 anni: l’ESO ha pubblicato un video per celebrare i suoi successi.

Tra due giorni spegnerà 15 candeline il Very Large Telescope dell’ESO, uno dei più potenti strumenti ottici terrestri mai costruiti. Il 25 maggio 1998 il sistema formato da 4 distinti telescopi ottici, affiancati da 4 telescopi minori e un interferometro per le osservazioni ad altissima risoluzione, attivava per la prima volta uno dei suoi “occhi” per scrutare le profondità celesti dal Cerro Paranal, nel Deserto dell’Atacama, in Cile.

Tutti i post sul VLT nel blog “Una finestra sull’Universo” di Mario di Martino

Da allora il progetto, costato 500 milioni di dollari (388 milioni di euro), ha fornito una mole impressionante di preziose informazioni agli astronomi: soltanto nel 2012 sono usciti 600 studi scientifici nel mondo basati sui dati raccolti dai vari strumenti del VLT.

E-ELT, fervono i lavori di costruzione del gigantesco telescopio del futuro

Nel video dell’ESO troviamo un collage delle sue osservazioni più importanti, compresi una delle più nitide immagini di Saturno ottenute dalla Terra (2002), la prima, storica immagine di un esopianeta (che appare come una macchia rossa e sfocata), un numero imprecisato di nursery stellari e l’ultima, spettacolare foto della nebulosa a emissione IC2944, una regione della Via Lattea distante 6500 anni luce dalla Terra.

Gli estremi dell’Universo: qual è la stella più brillante? E l’oggetto più veloce?

23 MAGGIO 2013 | ELISABETTA INTINI

Le 10 migliori località da cui osservare le stelle 10° parte

L’Universo e le sue meraviglie vi danno appuntamento in 10 luoghi dedicati allo studio del cosmo: osservatori remoti e isolati da tutto, dove sentirsi un po’ più vicini al cielo.

Guarda come sarebbe il cielo delle grandi città senza l’inquinamento luminoso
L’umanità e l’astronomia, una storia d’amore che dura da sempre
Le migliori app per scrutare il cielo

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< 10/10 > I cieli inquinati di Los Angeles non offrono certo una vista paragonabile a quella dell’Atacama, ma il Griffith Observatory di Los Angeles vale comunque una visita, se non altro per la vista su Hollywood e sul Pacifico, e per il valore storico della struttura, donato alla città nel 1896.
17 MARZO 2014 | ELISABETTA INTINI

Le 10 migliori località da cui osservare le stelle 9° parte

L’Universo e le sue meraviglie vi danno appuntamento in 10 luoghi dedicati allo studio del cosmo: osservatori remoti e isolati da tutto, dove sentirsi un po’ più vicini al cielo.

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< 9/10 > Nel cuore della Grande Mela si trova l’Hayden Planetarium, un planetario pubblico parte del Rose Center for Earth and Space di New York che mette a disposizione dei visitatori quattro mostre permanenti e spettacoli di proiezione digitale con tecnologia IMAX di documentari celesti. Spettacolare è l’architettura di questo luogo, concepito come un cubo di vetro con una sfera (quella contenente il planetario) che simboleggia il Sole.

Guarda anche New York vista dall’alto dei suoi grattacieli
NY e i palazzi fatti di cielo| WIKIMEDIA COMMONS

17 MARZO 2014 | ELISABETTA INTINI

Le 10 migliori località da cui osservare le stelle 8° parte

L’Universo e le sue meraviglie vi danno appuntamento in 10 luoghi dedicati allo studio del cosmo: osservatori remoti e isolati da tutto, dove sentirsi un po’ più vicini al cielo.

Guarda come sarebbe il cielo delle grandi città senza l’inquinamento luminoso
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< 8/10 > Se Galileo trascorse, nella stessa zona, gli ultimi anni di osservazioni astronomiche, probabilmente l’Osservatorio di Arcetri, sulle colline intorno a Firenze, merita una visita. Questa eccellenza astronomica tutta italiana, gestita dall’INAF, si occupa dello studio dei raggi cosmici, della fisica solare e della formazione stellare, ma anche di ricerche nell’ambito dell’ottica e della radioastronomia. Sono previste visite guidate notturne e diurne secondo un calendario che trovate qui.

Altri 10 luoghi da visitare in Europa nel 2014

17 MARZO 2014 | ELISABETTA INTINI

Le 10 migliori località da cui osservare le stelle 7° parte

L’Universo e le sue meraviglie vi danno appuntamento in 10 luoghi dedicati allo studio del cosmo: osservatori remoti e isolati da tutto, dove sentirsi un po’ più vicini al cielo.

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< 7/10 > A circa 300 km a nord di Città del Capo si trova il South African Astronomical Observatory (SAAO), a 1800 m sul livello del mare. Qui è situato il Southern African Large Telescope (SALT), il più grande telescopio ottico dell’emisfero australe con uno specchio di 11 m di diametro, che consente di osservare quasar e galassie miliardi di volte meno luminose di quelle visibili ad occhio nudo. I turisti possono visitare l’osservatorio due volte al giorno, previa prenotazione.| WIKIMEDIA COMMONS
17 MARZO 2014 | ELISABETTA INTINI