80° Anniversary of Specola Vaticana in Castel Gandolfo – Internal Symposium 14 -18 September 2015

On September 29, 1935, Pope Pius XI officially inaugurated the new headquarters of the Specola Vaticana in the Papal Palace of Castel Gandolfo. With new telescopes, a new spectra laboratory, and a young staff of Jesuit scientists, this inauguration marked the beginning of an intense period of scientific achievements at the Vatican Observatory. Now, eighty years later, the members of the current Vatican Observatory are joining with our adjunct scholars to celebrate this anniversary with an internal symposium that explores the scientific and cultural work being undertaken at the Observatory today.

Scoperto il più grande buco nero della galassia, attualmente sta mangiando una stella limitrofa

E’ stato individuato un enorme buco nero, il più grande della nostra galassia, mentre stava nutrendosi di una stella

19:12 26 giugno 2015

Nel corso degli ultimi giorni, grazie ad enti ufficiali e ai privati, sono state effettuate diverse rilevazioni e scoperte nello spazio. Una delle più importanti è stata quella della piramide sul pianeta nano Cerere ad opera della Sonda Dawn, e proprio mentre sui nostri cieli si sta consumando un’avvincentecongiunzione tra Luna, Giove e Venere, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) rende noto della scoperta del più grande buco nero mai individuato nella nostra galassia, la Via Lattea.
Scoperto il più grande buco nero della galassia, attualmente sta mangiando una stella limitrofa

A diffondere le prime immagini e notizie relative a questo enorme buco nero sono stati dei Telegrammi Astronomici (Atel), ossia la rete di passaparola tra astronomi più famosa del mondo. Si tratta di un immenso buco nero, dal nome provvisorio di GS2023+338, la cui massa è dieci volte più grande di quella del Sole, e dalla piccola stella V404 Cygni, che in questi giorni è sotto l’attacco del buco nero. Piccola postilla: la stella è stata scoperta 25 anni fa dal satellite giapponese Ginga, ma poi si è “spenta” e non si è più vista fino a questa settimana, a causa delle emissioni molto forti dovute alla presenza di questo buco nero. Si tratta di un vero e proprio super-buco nero, osservato grazie allo strumento Ibis sul satellite Integral dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che è stato in grado di rilevare i raggi gamma nei pressi del buco nero. Ora andranno effettuate delle rilevazioni più accurate, ma è anche probabile che la coppia composta dal buco nero e dalla stella Cygni sia addirittura l’oggetto cosmico più brillante mai osservato nel cosmo, perfino 50 volte più brillante della nebulosa del Granchio.

Scoperto un ammasso di stelle ai margini della Via Lattea

Enorme ammasso di stelle scoperto nei margini della nostra Galassia, la Via Lattea

17:01 2 luglio 2015

E’ stata appena fatta una importante scoperta di ambito astronomico, ovvero quella relativa all’individuazione di un enorme ammasso di stelle ai margini della nostra galassia, la Via Lattea. E’ stata infatti individuata una grossa culla di stelle che si nasconderebbe nei bordi estremi della nostra galassia, un ammasso stellare alla quale è stato dato il nome di gruppo di stelle NHC 2367, ed è stato appena individuato e fotografato dai potenti telescopi dell’Osservatorio Meridionale Europeo, ESO, rilevando importanti informazioni sulla storia della vita e sul processo evolutivo delle stelle.
Scoperto un ammasso di stelle ai margini della Via Lattea

L’ammasso stellare NGC 2367 è visibile nella costellazione del Cane Maggiore e dista circa 7.000 anni luce dalla Terra, praticamente una “sciocchezza”, dato che la Via Lattea ha un diametro complessivo di circa 100.000 anni luce. Ufficialmente l’ammasso stellare in questione era già stato individuato nel lontano 1784 dall’astronomo William Hershel, ma attualmente i telescopi dell’ESO lo hanno ritrovato e fotografato ad altissima risoluzione, e potrebbe aiutare gli esperti a comprendere l’origine della vita e studiare meglio l’evoluzione delle stelle. La vicenda di questo ammasso di stelle ricorda molto la ri-scoperta di un grosso buco nero fatta pochi giorni fa. L’ammasso stellare in questione è di fatti un enorme sistema di bolle di gas che potrebbe dare ben presto origine a delle stelle, ecco perchè gli esperti cercano di comprendere il processo evolutivo della nascita delle stelle.

Il ritorno degli astronauti sulla Terra: ecco ciò che vedono

Un video ci mostra le immagini che appaiono agli astronauti durante il ritorno sulla Terra.

20:02 8 settembre 2015

Molte delle difficoltà maggiori che devono affrontare gli astronauti nei loro viaggi nello spazio, si concentrano senza dubbio nelle operazioni di ritorno. Tornare sulla Terra non è proprio un gioco da ragazzi; un’operazione davvero difficile per gli astronauti e per la sonda stessa che si trova ad affrontare condizioni termiche davvero estreme. E’ di 1.650 gradi la temperatura che deve sopportare la sonda non appena entra in contatto con l’atmosfera terrestre. La velocità che raggiunge il velivolo durante il ritorno, inoltre, è di ben venticinque volte quella del suono.
Le condizioni estreme si accompagnano, naturalmente, all’estrema pericolosità. Il ritorno è infatti uno dei momenti in cui gli astronauti rischiano maggiormente le loro incolumità. Sono davvero tanti gli incidenti che, negli anni scorsi, hanno coinvolto le sonde. Ma l’innovazione tecnologica, con il tempo, ha reso la vita degli astronauti più semplice, anche durante questa difficile operazione. Oggi, infatti, si è in grado di tornare dalla sonda ISS in circa tre ore. Ma cosa accade durante il ritorno sulla Terra? Uno speciale video ci mostra il momento in cui la sonda Soyuz entra in contatto con l’atmosfera terrestre.

L’esistenza degli universi paralleli potrebbe essere “visibile” nello spazio

universi-paralleliEugene Lim, docente al King College di Londra, ha spiegato come alcune variazioni nella temperatura dell’universo possano indicare uno “scontro” con altri universi paralleli.

L’ipotesi dell’esistenza di universi paralleli al nostro ha sempre affascinato gli studiosi e gli appassionati di tutto il mondo. Molte teoria, nel corso degli anni, hanno ipotizzato o smentito la loro esistenza. Ma un’ipotesi del tutto nuova è stata proposta daEugene Lim: una teoria che potrebbe portare ad una vera e propria rivoluzione nel campo della “ricerca” degli universi paralleli. Le tracce di interazioni del nostro universo con gli altri potrebbero essere addirittura visibili, attraverso gli strumenti di osservazione

universi paralleli

L’esistenza degli universi paralleli potrebbe essere “visibile” nello spazio

Gli universi paralleli – esordisce Lim – devono per forza scontrarsi tra loro“. Un tipo di interazione con particolari “segni” secondo l’astrofisico che ha aggiunto come sia utile ricercare, all’interno dell’universo, degli elementi di difformità nella temperatura. Aree particolarmente fredde o maggiormente calde in grado di rilevare uno scontroavvenuto in passato. “La continua espansione dell’universo– aggiunge Lim – potrebbe, inoltre, portare alla creazione di continui universi paralleli che a loro volta sarebbero in grado di  convertirsi in altri universi“.

Angelo Petrone

Fonte:http://scienzenotizie.it/2015/09/17/lesistenza-degli-universi-paralleli-potrebbe-essere-visibile-nello-spazio-065963