Un gruppo di vescovi visita i cristiani di Terra Santa

19 Gennaio 2017
I vescovi della Holy Land Coordination, provenienti dall’Europa, dal Nordamerica e dal Sudafrica, si sono recati in Terra Santa per esprimere la vicinanza della Chiesa alle comunità cristiane presenti in Israele e in Palestina.
Sfide, conflitti e tentativi di riconciliazione. È in questo contesto che la Terra Santa ha ricevuto la Holy Land Coordination, gruppo di vescovi giunti da diversi paesi. Obiettivo della visita è stato promuovere il dialogo, il rispetto reciproco e la pace, come chiede costantemente Papa Francesco.

Tra i vari appuntamenti, le preghiere nei luoghi santi, come la Basilica del Santo Sepolcro, uno dei luoghi più sacri per il cristianesimo. L’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gesusalemme, Mons. Pierbattista Pizzaballa, ha presieduto la Santa Messa. Nell’omelia ha parlato della morte fisica ed etica in questa terra, santa e difficile. “A partire da questo luogo tuttavia”, ha ricordato, “i cristiani devono imparare a essere testimoni della vita, che è più forte della morte”.

S.E. Mons. PIERBATTISTA PIZZABALLA, ofm
Amministratore Apostolico Patriarcato Latino di Gerusalemme
“La Holy Land Coordination ormai da molti anni viene in questo periodo dell’anno in gennaio, dopo le festività natalizie, per incontrare i vescovi locali e la realtà cristiana di Terra Santa: le difficoltà, le attese, le speranze, i problemi… da un punto di vista religioso ma anche politico. Lo scopo è quello di portare poi nelle rispettive diocesi le nostre prospettive e soprattutto invitare tutti a pregare per noi e anche farsi avvocati presso le loro realtà, anche politiche, della necessità della presenza cristiana qui”.

I vescovi hanno visitato le parrocchie e hanno incontrato i capi delle altre religioni e vari cooperanti che perseguono la pace nella Terra di Gesù.

S.E. Mons. RICCARDO FONTANA
Arcivescovo di Arezzo – Cortona – San Sepolcro, Italia
“La Terra Santa non è un problema… è parte di noi e non dobbiamo dimenticarla nei giorni dell’anno. Bisogna dare spazio e qualità a una riflessione che motiverà poi i contributi, gli interventi, i passi politici”.

Durante la loro visita i vescovi si sono anche intrattenuti con migranti e profughi e hanno visitato la piccola comunità cristiana di Gaza, territorio palestinese che da anni soffre per i molti conflitti.

S.E. Mons. MICHEL DUBOST, cjm
Vescovo di Évry Corbeil-Essonnes, Francia
“Penso che, limitandosi ad osservare, la situazione attuale non sembra peggiore che in passato, ma andando in profondità, ci si accorge che molte persone non sanno cosa sia la libertà; hanno il passaporto di una vita senza futuro. E questo è ancor più difficile del freddo, della mancanza di acqua e così via. (…) È impossibile vivere così, abbiamo un lavoro enorme da fare per cercare di aiutarli”.

S.E. Mons. CHRISTOPHER CHESSUN
Vescovo di Southwark, UK – Chiesa Anglicana
“Incontrare fratelli e sorelle in Cristo a Gaza ci offre l’opportunità di ascoltare le storie della gente di questa terra, della capacità di ripresa dei cristiani… Il Vaticano ha riconosciuto la Palestina ed è molto importante, per il futuro del popolo palestinese, che tutte le persone di questa terra, qualunque sia la loro fede, e indipendentemente dalla loro nazionalità, siano trattati con dignità e rispetto”.

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